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L'elemento più comune sulla terra e nell'universo potrà forse diventare nei prossimi decenni il vettore principale dell'energia in tutti i settori della nostra società: dall'alimentazione dei mezzi di trasporto, al riscaldamento ed alla fornitura di corrente elettrica delle nostre abitazioni.
Carburante 'pulito' per eccellenza, dalla sua combustione si ottiene solo calore e vapore acqueo; impiegato nelle celle a combustibile produce energia elettrica e come residuo ancora vapore acqueo del tutto innocuo.
Da diversi anni molte industrie, soprattutto all'estero purtroppo, stanno cercando di migliorare le tecnologie che ruotano attorno l'uso di questo elemento per essere le prime ad entrare in un mercato che si prospetta vastissimo.
Restano ancora alcuni dubbi da sciogliere e che riguardano le modalità di stoccaggio dell'idrogeno (per natura molto infiammabile), la rete di distribuzione che è totalmente assente ed anche il costo della sua produzione, non ancora competitivo rispetto a quello dei combustibili fossili.
Ma c'è già chi si immagina una società completamente fondata sull'idrogeno: ad esempio in Islanda lo stato ha avviato di recente un programma ventennale che al suo termine porterà il paese ad eliminare del tutto l'utilizzo di combustibili fossili e si baserà unicamente sull'idrogeno, prodotto sfuttando le fonti di energia geotermica di cui il paese è ricchissimo.
Comunque tutto il mondo sta cambiando lentamente in questa direzione: i fondi stanziati per progetti basati sull'uso dell'idrogeno sono ogni anno maggiori. Stati Uniti, Canada e Cina sono i leader nella ricerca, ma anche l'Europa si muove cominciando a stanziare grosse cifre per non arrivare ultima nella corsa del prossima rivoluzione industriale.
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